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Maria La Mer

A Paraty per dimenticare

A Paraty per dimenticare
Prezzo del libro 3,49

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Succede nella vita di perdere tutto, amore, affetti e la propria identità. Il dolore di non essere corrisposti in amore è devastante, soprattutto quando questa presa di coscienza avviene scoprendo un tradimento e mentre un tumore ti porta via una sorella. Vorresti dimenticare ogni cosa, a cominciare da te stessa. Soprattutto vorresti dimenticare il fatto che, mentre muori dentro, il tuo cuore continua a battere nel tuo petto. Non riesci a perdonargli che ignora il tuo dolore e, invece di farsi venire un coerente ed empatico arresto cardiaco per lasciarti sparire dalla tua stessa esistenza, ti tiene biologicamente in vita, mentre tutto di te è alla deriva. Inoltre il cibo diventa un sostegno e ti ritrovi con l’aggravante del sovrappeso. L’opportunità di evadere in un’incantevole e magica località dello Stato di Rio de Janeiro, narrata nel suo diario di viaggio, aiuta la protagonista a ricomporsi per tornare a vivere e a riprendere il peso forma e l’amore.

Primo capitolo

Il dolore di non essere corrisposti in amore è devastante, soprattutto quando questa presa di coscienza avviene scoprendo un tradimento. Vorresti dimenticare ogni cosa, a cominciare da te stessa e dall’ingenuità di averci creduto. Soprattutto vorresti dimenticare il fatto che, mentre muori dentro, il tuo cuore continua a battere nel tuo petto. Non riesci a perdonargli il fatto che se ne frega del tuo dolore e, invece di farsi venire un coerente ed empatico arresto cardiaco per lasciarti sparire dalla tua stessa esistenza, ti tiene biologicamente in vita, mentre tutto di te è alla deriva. Sono pochi quelli a cui questa esperienza è risparmiata e sono persone che appartengono a due categorie: o sono senza anima, perché l’hanno barattata come ha fatto Pinocchio con l’abbecedario e nei paraggi non c’era nessun Geppetto ad amarli incondizionatamente, oppure hanno una benedizione speciale da Dio. Dopo essermi innamorata incautamente, come mai prima, ho vissuto la distruzione che segue alla scoperta di un tradimento.

Mentre seguivo il mio ultimo progetto professionale che mi teneva impegnata quasi 24 ore su 24, l’uomo che amavo si lasciava incantare dalla giovinezza di Letizia che corrispondeva in pieno ai suoi canoni di bellezza a differenza mia. Mora lei, biondo cenere tendente al grigio io, pelle olivastra lei, diafana io, occhi scuri e misteriosi lei, chiari e svelati io, sorriso sensuale lei, sorriso e basta io. Li avevo visti baciarsi, per caso. Anche se so che il caso non esiste, che forze occulte ci muovono perché noi possiamo affrontare la realtà, anche quando vorremmo essere ciechi, sordi, muti, pur di non ammettere che, in fondo, la verità l’abbiamo sempre saputa. È come se la verità, più cerchiamo di ignorarla, più bussa alla porta della coscienza, fino a che non le apriamo e la invitiamo a sedersi in salotto per due chiacchiere intime e sincere, sorseggiando un buon the. Quando, girato l’angolo li ho visti, è stato sconvolgente. Un colpo al cuore. In quei momenti ti senti risucchiata dal cervello rettile, per poi tornare in te che sei un’altra persona. Tutto di te è completamente stravolto: senti il corpo venire meno e, soprattutto, ti senti vittima di una profonda ingiustizia, senza che nessun tribunale possa riconoscere il tuo diritto di non essere violentata nella dignità, di essere rispettata, trattata con sincerità, amata, soprattutto se chi ti ha tradito ha abbondantemente goduto dei tuoi sorrisi, dei tuoi occhi sognanti, delle tue mani grate e generose, delle tue parole, dei tuoi pensieri, dei tuoi talenti, della tua anima, della tua intimità. E non sai proprio come proteggere il tuo cuore da quella tempesta emotiva che ha moltissime probabilità di sfociare nell’odio. È questa la sfida più impegnativa e coraggiosa da affrontare: impedire che il dolore snaturi il cuore.

Il resto si supera e, a volte, ha anche un lieto fine. Anche se, per parlare di lieto fine in termini assoluti, bisognerebbe seguire la storia fino all’esalazione dell’ultimo respiro. Non si può mai sapere come si possano evolvere le vicende amorose. In realtà, c’è sempre un lieto fine, perché in ogni caso, si sopravvive e la vita è così abbondante da riuscire a sorprenderci, sempre e comunque. Quando gliel’ho chiesto, se mi tradiva, ha negato spudoratamente. Avevo promesso a me stessa che se mi avesse detto la verità, avrei preso in considerazione l’idea di aprirmi ad un confronto onesto con lui e a perdonarlo; se, invece, mi avesse mentito, lo avrei lasciato. E così ho fatto, dopo averlo sentito negare l’evidenza. Sul piazzale davanti casa, appoggiata alla macchina accesa

 

dove mi aveva raggiunto, lo ascoltavo implorarmi di non lasciarlo come se quelle parole non riguardassero me, totalmente abbandonata alle sue carezze. Le nostre labbra incollate tra loro gioivano nel baciarsi, totalmente disinteressate a quanto stesse succedendo nella nostra storia.

Un addio che aveva il sapore di un esordio. Visti dall’esterno, nessuno avrebbe potuto immaginare che quell’uomo e quella donna, così appassionatamente avvinghiati l’uno all’altra, si stessero lasciando. Alla sua insistenza, così convincente, così piena d’amore, così piena di tenerezza e di passione, in cui ha ammesso il bacio, rivendicando che non poteva essere considerato un tradimento, che era stato semplice vanità, che non c’era stato altro, che mi amava, che non era giusto buttare all’aria la nostra storia, ho rilanciato, ribadendo che non avrei potuto fare diversamente, che ero irremovibile nel lasciarlo e che avrei potuto limitarmi ad una proposta assurda: lo invitavo ad attendere fino al giorno del nostro anniversario, il 15 giugno, giorno in cui avrebbe dovuto entrare dentro di sé e, se vi avesse trovato amore per me, avrebbe potuto presentarsi nel luogo in cui ci siamo conosciuti, all’ora in cui ci siamo conosciuti.

Avrebbero dovuto passare 10 mesi, obiettò. “Troppi”, insisteva. Non ho ceduto. Ho aggiunto che da quel momento avrei cercato di dimenticarlo e, io stessa, il 15 giugno sarei entrata dentro di me e, se avessi trovato ancora superstiti rimasugli d’amore per lui, mi sarei presentata all’appuntamento, altrimenti no. E ho aggiunto, sorridendo, che quel giorno si sarebbero potute verificare 4 opzioni: o non si sarebbe presentato nessuno dei due, o si sarebbe presentato solo lui, o ci saremmo presentati entrambi, oppure, cosa molto probabile, mi sarei presentata solo io. Anche perché, dieci mesi per dimenticarlo, mi sembravano davvero pochi.

Dentro di me sentivo che Dino era indimenticabile. Il mio amore per lui era talmente profondo che avevo il sospetto mi avrebbe accompagnato per tutta la vita, con o senza di lui. Una convinzione davvero preoccupante. Per farla breve, dopo un ultimo lungo bacio, sono salita in macchina senza smettere di baciarlo e sono ripartita, mentre ancora lo baciavo. Qualcuno nei paraggi, agitando la mano in atto di saluto nei miei confronti, ha gridato: «Siete bellissimi! Beati voi, mettete buonumore.» Avrei pagato per poter guardare me stessa dalla sua prospettiva. Ora avevo il problema di cosa fare di me, dove appoggiare tutto quel dolore per riuscire ad avere un po’ di tregua. Fu così che decisi di partire per il Brasile per passarvi le vacanze tra Natale e Capodanno, approfittando dell’invito di una carissima amica e ho la sensazione che i pochi mesi prima della partenza io abbia vegetato, stordita e distante da me stessa e dal mondo, occupata solo a tenermi in vita. La morte di mia sorella dopo un mese, aveva scalzato il dolore precedente facendomi vergognare di aver chiamato dolore la fine di un amore.

A metà dicembre sono salita sull’aereo, direzione San Paolo con scalo a Madrid e ho deciso di tenere un diario. Non lo avrei scritto tutti i giorni, certo, ma ne avrei seguito il ritmo. Sarei rientrata in Italia a metà gennaio, con la speranza che il Brasile mi avrebbe ricomposta, mi avrebbe sostenuta nel dolore della morte, mi avrebbe fatto dimenticare Dino. Dimenticare il dolore di un amore tradito, consolare il dolore della morte quando arriva prematura a portarti via una sorella, perché quando muore qualcuno che ami, senti che viene portato via anche un pezzo di te.

Anno pubblicazione

2020

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