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Gianni Brigaglia

LE NEBBIE DEL PASSATO Brigaglia Gianni

LE NEBBIE DEL PASSATO
Prezzo del libro 4,49
LE NEBBIE DEL PASSATO Prezzo dell'Ebook 4,49 Oppure scaricalo da

La piccola Spider corre nel buio della notte che comincia a cedere il passo ad un nuovo giorno. Il commissario Enrico Barca guida sicuro tra le strette vie di uno dei più ricchi quartieri di Sassari. La telefonata che lo ha svegliato lo ha riportato pesantemente alla realtà. Il profumo della donna che ama ma che non può essere sua ancora aleggia nella stanza. Il commissario Enrico Barca prima di essere un poliziotto è un uomo con le sue paure, le sue ansie e la sua solitudine. Un nuovo caso, difficile e ingombrante lo aspetta alla fine di quella strada che sale verso Montebianchino. La dottoressa Alice Savelli è stata uccisa con fredda lucidità nella sua villa milionaria. Il Commissario Barca indaga più per salvare un innocente che per trovare il vero colpevole. La storia si intreccia con il passato le cui nebbie celano oscure verità. In un letto di ospedale un uomo lotta contro la morte. Riuscirà il commissario Enrico Barca a cancellare trent'anni di bugie? Di chi è la mano che ha saputo trasformare una piccola lama in un'arma letale? Chi ha ucciso il suo migliore amico riuscirà ad arrivare fino a lui? Tante domande aspettano una risposta tra una sigaretta fumata a metà e una chitarra che suona per allontanare la solitudine.

Primo capitolo

I

Il suono del cellulare che proveniva dalla sacca di Antonio era quasi impercettibile. Lo sentì per caso un compagno di squadra che si era avvicinato alla panca per un sorso di acqua al volo. «Antonio il tuo cellulare continua a suonare... Caz.! Big in Japan che sfigato!» disse il compagno dopo aver bevuto e suscitando una risata generale. Antonio si avvicinò alla sacca già sapendo chi poteva essere e la cosa non lo rendeva molto felice.

«Pronto cosa vuoi?» disse a bassa voce coprendo con la mano libera la bocca. La linea era molto disturbata, si sentiva un fruscio in sottofondo come il vento in lontananza, capitava ultimamente, ma solo quando lo chiamava lei. Rispose una voce che sapeva di latte e miele alla quale anche il più integerrimo degli uomini non avrebbe saputo dire di no. «Mi sento sola... vieni da me, ora.»

«No, ora non posso, ci dovevamo vedere più tardi...» provò a resistere il ragazzo.

«Inventa una scusa, ti aspetto» la voce era cambiata, c'era più determinazione, la richiesta della donna era diventata un ordine. Antonio provò a controbattere, ma la telefonata era ormai finita. Un brivido corse lungo la schiena e non solo per il sudore che si asciugava nel freddo della notte. Guardò i suoi compagni e senza dare troppe spiegazioni disse loro: «Devo andare ci vediamo.»

Il prendere la sacca e il piumino rosso fu un tutt'uno e uscendo dal campetto sentì i commenti dei suoi compagni che pesavano come macigni. In macchina si accorse di non aver cambiato neanche le scarpe, ma non gliene fregava nulla. Guardandosi nello specchietto retrovisore provò rabbia e schifo allo stesso tempo, in quel preciso istante decise che era arrivato il momento di chiudere quella storia che lo stava portando alla disperazione senza timore delle conseguenze. Pensò alla sua fidanzata e senza rendersene conto le chiese perdono come se lei fosse lì con lui.

La strada per Monte Bianchino sembrava un serpente nero che era pronto a stritolarlo tra le sue spire. Giurò a se stesso che quella sarebbe stata l'ultima volta e affrontando la salita schiacciò più forte sull'acceleratore per far finire prima il suo tormento.

 «Non puoi trattarmi così! Devi stare solo zitto! Io ho fatto tutto per te!» La donna non era impaurita, sapeva di averlo in pugno.

«Ma cosa stai dicendo! È stato un inferno conoscerti e maledico il giorno che ti ho incontrata!»

L'uomo si sentiva impacciato, ma il cuore batteva forte nel suo petto.

«Non sai a quello che andrai incontro! Ti rovino, non avrai più una carriera!» La donna si alzò e avvicinandosi alla finestra vide il suo riflesso nel vetro. L'uomo la guardava mentre si infilava la maglietta seduto sul letto.

«Che tu sia maledetta» urlò alla donna e poi solo silenzio.

Anno pubblicazione

2020

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