Autore

Angelica Nobili Costa

COME UN’ONDA A RIVA

COME UN’ONDA A RIVA
Prezzo 3,49
Prezzo finale dell'Ebook 3,49

“Sai cosa si fa quando non se ne può più? Si cambia”. Mettere in pratica l’amata citazione è ciò che Silvia ha in mente quando decide di accettare il nuovo lavoro: l’occasione perfetta per andare lontano da tutto ciò che è stata la sua vita fino a quel momento e lasciarsi alle spalle camere in affitto, lavori insoddisfacenti e una relazione fallita.
Una città sconosciuta, un appartamento piccolo come un nido e il lavoro sognato da sempre sono il suo nuovo punto di partenza. Alla soglia dei trent’anni, il desiderio di concentrarsi su sé stessa e vivere la propria quotidianità con consapevolezza non lascia spazio per altro nella sua nuova vita, men che meno per l’amore. Sarebbe tutto perfetto, se solo Francesco, Andrea e Gianluca fossero d’accordo! Una relazione che non vuole finire, un’altra mai uscita dal virtuale e una terza che si presenta complicata fin dai primi passi affolleranno il presente di Silvia, suo malgrado. Riuscirà a mantenere l’equilibrio o l’amore la travolgerà come un onda a riva?

Primo capitolo

31 Agosto

Domenica mattina

 

La domenica mattina migliore di sempre. Non ho nessuna voglia di alzarmi, forse perché ieri mi sono stancata abbastanza, o per il sonno che ho perso stanotte o solo perché questo materasso è super!

Quando tolgo le lenzuola devo cercare la marca e appuntarmela da qualche parte! Spulcio le notifiche dei social e rispondo ai messaggi, quando ho finito ne resta ancora uno, l'unico non letto. È scivolato giù, ma l'app me lo segnala. Perché non voglio leggerlo? Mi accomodo meglio sui cuscini e cerco di capire. A certe domande bisogna sforzarsi di rispondere.

Qual è la verità su Andrea che non voglio ammettere? Difficile. Devo tornare indietro e non è un'operazione che mi piaccia molto. Devo tornare a quando lui ha smesso di parlarmi. Non sapendo più cosa pensare di noi ho smesso di pensare a noi.

È andata esattamente così. Il silenzio in cui mi ha lasciata è diventato una specie di sentiero stretto e difficile che ho dovuto percorrere per forza. Arrivata in fondo mi sono ritrovata davanti il guardrail dell'autostrada, il percorso era finito, l'ho scavalcato e ho proseguito secondo il senso di marcia. Ero sola e dispersa, ma sapevo due cose nuove.

La prima era che avevo una nuova me stessa da cui ripartire, la seconda era che io, Andrea, l'avrei amato per sempre, in qualunque condizione e in qualunque percorso di vita. Lui ci sarebbe stato sempre, come certi sottofondi musicali equilibrati e perfetti che accompagnano le conversazioni nei luoghi di ritrovo più raffinati. Non disturbano e puoi fare come se non ci fossero, ma se il tuo interlocutore si allontana un attimo e resti in silenzio, allora ti accorgi che la musica confortante è sempre stata lì, come un sostegno invisibile, un riempitivo discreto e indispensabile cui non fai più caso. Andrea è diventato la mia natura ed io non ci ho più fatto caso.

Ora che mi ha scritto non voglio leggere, perché mi sono abituata al sottofondo e ho paura di alzare il volume. Bene.

Dichiaro completa la mia sistemazione in casa. Solo il PC, che per fortuna è portatile, non ha ancora una collocazione stabile e migra fra il tavolo da pranzo, il tavolino del divano e la cassettiera in camera da letto, ma il resto è tutto in ordine e sono molto contenta.

Posso concentrarmi su domani: il mio primo giorno di lavoro! Anche questo mi rende molto felice: finalmente farò il lavoro che mi piace. Ho sempre amato i bambini e da domani sarò una educatrice in un asilo privato nel cuore del centro storico di una città bellissima di cui non so nulla. Sono emozionata e nutro molte aspettative.

È per questo lavoro che mi sono trasferita qui, perché mi piaceva, perché la paga è buona e soprattutto, perché hanno scelto me fra tutte le candidate. Non nascondo che la cosa mi ha sorpreso abbastanza. Probabilmente, oltre ad altre mie caratteristiche, l'aver dichiarato in fase di colloquio la mia disponibilità al trasferimento immediato, deve aver prodotto un effetto molto positivo sulla mia esaminatrice che da domani sarà anche la mia diretta responsabile.

La Signora Angela è una donna sulla sessantina, ancora bella e molto dolce che è anche la proprietaria dell'asilo. Mi ha raccontato di aver iniziato la sua attività anni prima, dopo la morte di suo marito. All'epoca, i primi bimbi dell'asilo furono i figli delle sue amiche, ma a poco a poco ne arrivarono altri e quando divenne impossibile fare tutto da sola cominciò a selezionare personalmente le nuove educatrici. Non ho ben capito quale sia il suo criterio di selezione, so che alcune candidate erano più qualificate di me, ma questo non le ha impedito di escluderle.

Anche da questo è dipesa la mia sorpresa quando mi ha telefonato per comunicarmi che aveva scelto me. Un momento davvero singolare quello della telefonata. Avevo appena intimato a Francesco di andarsene e i suoi occhi espressero tutto il suo sconcerto quando, dopo aver lanciato un'occhiata al display del mio telefonino, chiusi definitivamente la nostra conversazione con un distaccato: «Adesso scusami, ma devo rispondere.»

Uscii dalla camera lasciandolo a preparare le sue cose per andarsene. Era il minimo che fosse lui ad andarsene.

Da quella notte dormii sola nel lettone, ma non vedevo l'ora di andare via. Il modo in cui gli oggetti ci ricordano le persone che vorremmo dimenticare ha un che di sleale. Per questo il mio nuovo lettone mi piace tanto: è tutto solo mio ed è perfettamente leale, perché non mi ricorda nessuno. Sembra lontanissima quella chiamata, ma risale appena a poco più di un mese fa. Fu un gran bene. Mi costrinse a pensare ad altro quando il dolore stava per soffocarmi.

Fu un salvagente, ma anche un acceleratore della realtà. Dovevo trasferirmi il più in fretta possibile. La Signora Angela voleva che cominciassi il primo Settembre e così sarà. Domani è il primo Settembre e io sono pronta a cominciare.

Anno pubblicazione

2022

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