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Carola De Giorgi

Una sconosciuta alla porta

Una sconosciuta alla porta
Prezzo del libro 3,49
Una sconosciuta alla porta Prezzo dell'Ebook 3,49

Ritornare. Se la vita è terminata troppo presto e quel ch’è rimasto in sospeso era troppo importante, se andarsene a quel modo e in quel momento è stata un’ingiustizia. Certo, un caso così, che si sappia, non si è mai verificato, ma non è detto che non sia possibile. Benedetta ha una vita normale: un marito disordinato, una figlia sempre appiccicata al cellulare e un vecchio gatto scontroso ereditato dalla madre. Naturalmente ha pure un’amica del cuore che si porta dietro dall’infanzia e che è diventata la sua socia in affari, anche se gli affari non vanno troppo bene. Benedetta ha un caratteraccio, e forse è per colpa di un certo rimorso che le pesa sul cuore e che solo l’amica conosce. Una cosa vecchia, di tanto tempo fa che sta lì a sonnecchiare, fino al giorno in cui qualcuno, bussando alla sua porta, non la risveglierà. Da quel momento in poi è un susseguirsi di stranezze: una profezia inquietante, scagliata da un facoltoso cliente con vocazioni esoteriche; una gamba rotta e una scelta avventata che dovrebbe servire, all’apparenza, per smascherare un’impostura ma che darà alla protagonista l’occasione per scavare nel fondo della sua coscienza e chiudere i conti in sospeso col passato. Ci riuscirà alla fine? Non si sa, però è certo che tutto ciò segnerà un cambio di rotta importante nella vita di Benedetta e della sua famiglia.

Primo capitolo

PREMESSA

Pietra diede le spalle al corso e si appoggiò coi gomiti sulla ringhiera del balcone:

«Voce, sono stufa di guardare quelli che passano: mai nessuno che alzi lo sguardo per farmi un sorriso»

Voce lasciò trascorrere qualche minuto, o forse un’eternità, Pietra non avrebbe saputo dirlo:

«Ti ho dato la capacità di conoscere da quale passato sono giunti a noi» tacque nuovamente per dare modo a Pietra di apprezzare la grandiosità di quel dono «non è abbastanza?» aggiunse poi in tono di rimprovero.

Pietra abbassò gli occhi.

«Penserai che sono un’ingrata però no, non mi basta! La verità è che mi sono stancata di spiare i segreti degli altri. L’eco di quelle esistenze di cui non ho fatto parte è come il profumo del pane se non puoi mangiarlo: un’autentica sofferenza» sospirò «il profumo del pane …», ripeté.

  «Già, è una delle cose che mi è riuscita meglio, non credi?» Pietra non rise alla battuta. Aveva un progetto e voleva realizzarlo. Non poteva lasciarsi distrarre.

«Invece, se solo avessi qualcuno…» insistette «qualcuno che mi volesse bene, allora sarebbe tutto differente. Mi accontenterei persino delle sue bugie. E sarebbe abbastanza».

«Dunque vuoi lasciarmi»

«Solo per un po’» si giustificò Pietra «e poi me lo avevi promesso. Mi avevi detto che avrei potuto farlo perché avevo diritto ad una riparazione»

«Allora va»

«Me lo lasci fare? Sul serio?»

«Sì. Però ti avverto: niente che appartenga a questo luogo ti seguirà».

Petra considerò che questo non era giusto perché i ricordi, almeno quelli…

Voce vide i suoi pensieri e le rispose.

«I ricordi appartengono solo a te, fa parte della loro natura. Ma ti seguiranno di nascosto e affioreranno quando non te lo aspetti, come una filastrocca ascoltata da bambina e poi dimenticata».

Pietra annuì, non serviva sapere altro. Si staccò dal balcone e si incamminò lungo il corridoio che portava all’uscita. I suoi passi risuonavano solitari nel buio dandogli una dimensione.

 Aprì la porta e cominciò a scendere la scalinata di marmo rosso che era appartenuta all’era dei re e delle regine.  Con le braccia strette attorno al corpo per non tremare, con gli occhi bassi per resistere alla tentazione di voltarsi indietro.

Poi, però, successe qualcosa.

Man mano che i piedi nudi assorbivano il fresco del pavimento, una misteriosa energia si propagava in ogni parte del suo corpo.

Gradino dopo gradino, sentiva nascere in lei una nuova determinazione.

Le ginocchia divennero salde. Mollò il passamano, drizzò la schiena e lo sguardo.

Proprio così: qualcosa di nuovo e di straordinario stava accadendo.

Gradino dopo gradino. Un tanto per volta.

Tanto, tanto, tanto … chissà perché queste parole continuavano a rimbalzarle dentro la testa.

Fa niente – si disse − adesso non è importante.

Fece l’ultimo gradino con un saltello. Leggera. Finalmente libera.

Quando giunse nel patio, all’ombra dei muri segnati da un tempo che non conosce vecchiaia, era sicura di sé come mai lo era stata nella sua breve, sfortunata vita.

Con uno spintone spalancò il portone che, ruotando sui cardini, andò a sbattere contro la parete. E fu fuori.

***

Benedetta si svegliò di soprassalto.

Aveva nelle orecchie l’eco di un rumore secco: come un colpo di pistola … o cosa?

Si sollevò sui gomiti per controllare. Niente. La casa era immersa nel silenzio. Quel rumore, doveva averlo sognato.

Si stiracchiò facendo scricchiolare, ad una ad una, le vertebre. Chissà perché le sue notti erano diventate così agitate. Forse per via delle preoccupazioni, oppure era colpa dell’età.

Sbirciò attraverso le persiane. Fuori era ancora buio.

Sprimacciò il cuscino e si girò dall’altra parte. Le restava ancora un po’ di tempo.

Anno pubblicazione

2021

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