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MODENA MOTORI & PASSIONI

MODENA  MOTORI & PASSIONI
Prezzo 14,00

C’è un luogo, in Italia, che è da sempre legato al mondo delle auto e delle moto sportive: Modena.
Ferrari, Maserati, De Tomaso, Pagani, Bugatti…
Una passione infinita che ha contribuito a creare un vero e proprio universo legato ai motori.
Una ricerca avanzata affiancata a una produzione di altissimo livello che si accompagna ad una capacità unica nel recupero dei motori e auto d’epoca.
Queste sono le storie che raccontano questa passione.

A cura di Associazione Editori Modenesi
dal contest letterario omonimo

Primo capitolo

L’AMORE AL TEMPO DEI MOTORI
Michela Albanese

Sono pronta. Sento di avere la perfetta dose di carburante. Mi hanno pesata e nutrita fino a questo mirabile momento. Sono pronta. Mi hanno lucidata con la cura che si riserva alle cose importanti. Lucidata. Perfettamente pulita dentro e soprattutto fuori. La mia estetica rivela potenza ed eleganza. Mirabile connubio di arte e scienza. Sono ragione e sentimento. Sono il desiderio di menti umane spinte verso il limite. Amo la loro adrenalina. Il sudore che imperla le loro mani quando afferrano il mio volante. Il loro silenzio quasi sacro quando si siedono sui miei sedili. Progettati per aderire perfettamente alle loro schiene e alle loro anime. Qualcuno di loro prega. Entra dentro me e si piega in avanti, congiunge le mani e parla con il suo Dio. Io non conosco la loro lingua, ma comprendo quello che provano. Qualcuno è sicuro ed entusiasta. Qualcuno è dubbioso e incerto. Ma tutti hanno una cosa che li accomuna. La paura. Tutti hanno paura. Il motore che li spinge ad osare è la paura. Quella di essere morti senza aver vissuto veramente. E io sono una fabbrica di realtà. Io li aiuto a far diventare reale il loro desiderio di vita. Loro mi disegnano. Mi progettano. Mi immaginano in ogni più piccolo dettaglio. Poi mi costruiscono. Vite su vite. Ferro su ferro. Pezzo per pezzo. Mi plasmano sotto alle loro grandiose mani. E io nasco. Vengo al mondo sotto la spinta di un amore che definiscono “Passione per i Motori”. Il motore è il mio cuore pulsante. Ogni difetto al cuore impedisce alla macchina di funzionare. È così anche per loro. Mi creano sicura. Mi danno una corazza, la carrozzeria. La legano ad una parola, estetica. O design. Intendono l’involucro fuori, quello che tutti vedono. Mi danno perfino un colore. Come per loro la pelle. Mi danno qualcosa per muovermi, le gomme. Come per loro le gambe e le braccia. Mi rendono particolare mettendo dei cerchioni speciali. Mi mettono dei fari per vedere. Come per loro gli occhi. E poi dentro mi mettono una centralina affinché io possa sempre calcolare dove e come e quando viaggiare. Come il loro cervello. Io sono come loro. Sono una perfetta copia meccanica di loro stessi. Con la differenza che posso essere utilizzata a piacimento. Non mi posso esimere. Ma non lo voglio nemmeno. Io nasco con uno scopo preciso e porto a termine il mio obiettivo nel mondo attraverso il desiderio.

E così sono pronta. Mi hanno nutrita con il miglior olio e il miglior carburante. Mi hanno fatto arrivare al giusto peso. Mi hanno analizzata. Verificata. Testata. Mi hanno tenuto le gomme coperte e mi hanno fatta riposare al chiuso. Ma è arrivato il momento. Vedo la luce del giorno che mi sovrasta. Il garage è stato aperto. Ed eccoli i miei genitori. Una schiera di uomini in tuta. Sorridono. Con in mano i piccoli strumenti che mi fanno solletico. Controllano la mia pressione e si assicurano che io stia bene. Soprattutto l’elettronica. Mi sento il loro gioiello. Mi sento importante.

E poi eccolo. Arriva lui. Il mio Uomo. Lo accolgo con un leggero sobbalzo del motore. È bello. Ha un bellissimo e meraviglioso ciuffo di capelli biondi. Indossa una tuta molto aderente. Colorata. Deve essere una persona molto stimata perché tutti lo acclamano. Si avvicina e mi osserva. Sa che io e lui dovremo essere una cosa sola. Dovremo fidarci l’uno dell’altra. Ad ogni errore corrisponderà una possibile tragedia per entrambi. Il nostro è un rapporto viscerale. Spesso lui mi parla e anche se non comprendo il suo linguaggio so che cerca di darmi fiducia. Io provo a farlo sentire al sicuro. Ad essere colei che lo porta e lo rende felice. È bello sentirsi importanti per qualcuno.

È ora di partire. Si siede ed aderisce perfettamente a me. Accende il mio motore. Entra in circolo ogni liquido. Mi sento potente e viva. Lui ha indossato i guanti attorno alle sue mani sudate che stringe attorno al mio volante. Siamo una coppia ora. Lui mi guida e io lo porto. Il piede sull’acceleratore. La strada che è un circuito. La velocità. Io che spingo con tutta me stessa verso il mio limite. Lui dosa con la giusta forza senza farmi soffrire. Regalandomi una guida leggera ma decisa. Muove le mani sullo sterzo. Le curve sono un sollazzo. Decelera e accelera nel momento più adatto. Mi sento in estasi. So che lui è teso, ma che è anche nel pieno del suo godimento.

Sono così concentrata che non mi accorgo che nel circuito sono arrivate altre auto. Simili a me. Ma non me. Anche loro con la carrozzeria lucidata e il motore rombante. Anche loro condotte da uomini che profumano di adrenalina. Siamo qua tutte insieme a percorrere la strada. Sembra che sia una gara. Lo è. Ognuno qui corre per arrivare primo al traguardo. Io non so quanti giri si debbano fare ma il mio pilota sì. Lui sa quante energie mettere e dosare. Io sono adeguata alle sue aspettative. Sono Sua. Esattamente come lui mi desiderava. E nessuno potrà impedire al nostro desiderio di esprimersi sull’asfalto. Le mie gomme fischiano. Le curve sono tante. Il freno impedisce che accada il peggio. Qualcuno si avvicina a noi per infastidirci. Ma noi continuiamo nella nostra rotta. Sbuffo fumo chiaro. Sto bene. Voglio spingermi al massimo. E vederlo felice. Voglio che salga su quel gradino con quella cosa luccicante in mano. E poi torni da me e mi accarezzi ancora.

Questo è il mio destino. Quello di godere della sua felicità. Perché è una felicità condivisa di cui io faccio parte. Di cui io sono il Mezzo.

Dobbiamo fermarci. Ma io non voglio. Devono cambiare le gomme. Ha iniziato a piovere. Odio le pause. Le intermittenze. Non mi piace quando devo spegnere le mie aspettative. Anche solo per un momento. Sento un po’ di concitazione. Ho paura che ci sia altro che non vada. Perché mi sento stanca. Ma forse sono solo le energie consumate. Mi mettono benzina. Lui non si muove sul sedile. Sento che sta raccogliendo tutte le sue energie. Devo fare lo stesso se voglio che sia meraviglioso. Anche lui beve. Con una cannuccia. Veloce. Perché i secondi scorrono rapidi e non possiamo rimanere indietro.

Torniamo in pista. Prima. Seconda. Terza. Il vento lo tagliamo veloce. Sembriamo dei proiettili lanciati nell’infinito. Il tempo che si dilata. Attorno a noi il mondo si muove ad un ritmo che è diverso dal nostro.
Ogni coppia forma un equilibrio unico e preciso. Appare tutto sfocato e indefinito. Davanti a noi due auto. Azzurra e Nera. Si affiancano. Non staccano. Arrivano lunghe. Si sovrappongono. E poi il boato. Si scontrano lateralmente. Finiscono a pezzi fuori dalla pista. Il mio Uomo rallenta. Sventola la bandiera rossa. Andiamo pianissimo affiancate a tutte le altre auto. Sento il suo cuore in gola. So che il dolore lo spaventa. E anche la fine di tutto.

Poi una voce dall’alto. La gara è sospesa. Riprenderà al termine delle operazioni di soccorso. Lui stringe il mio volante. So che è arrabbiato. Parla con il suo Dio. Mi sento impotente. Io non conosco quello che li muove dentro. Per me è tutto più semplice perché tutto è logico e razionale. Oggettivo. Loro, gli uomini, sono in balia dei sentimenti. Che cosa siano è difficile da spiegare. È come se quando succede qualcosa si attivino dentro di loro dei minuscoli pulsanti che li spingono a reagire in un modo piuttosto che in un altro. Solo che è complesso da comprendere, a volte hanno la stessa reazione di fronte a cose diverse. Per esempio quando il mio Uomo vince una gara è felice e piange. Quando il mio Uomo vede un incidente è triste e piange. Ecco. Io invece reagisco ad un impulso sempre allo stesso modo. Deciso e controllato. Senza margine di errore. Tranne in un collasso del sistema.

Ma eccoci qua. La gara riprende. Sento che è stanco e che vuole terminare il nostro intenso incontro. È come se l’incidente gli avesse creato dentro una frattura. Come se lo riguardasse da vicino o come se pensasse che prima o poi capiterà anche a lui. Io farò tutto ciò che posso affinché non accada. Non voglio vederlo star male e non voglio separarmi da lui. Credo sia l’ultimo giro. Lui spinge fortissimo sul mio acceleratore e guarda chi ci segue. Ma non c’è storia. Abbiamo una lunghezza di vantaggio. Sono tranquilla. Perché sento che lui ancora ci crede. Perché so che lui desidera che la nostra storia non finisca così. Vuole che il nostro sia comunque un incontro positivo. Vuole il risultato. Ancora due curve ed ecco la bandiera a scacchi. Mi avvicino alla linea. Sento di superare il confine. Sventola per noi. Sventola per me. Sventola per lui che dentro a me urla di piacere.

E io che sono così stanca ma così felice. Mi conduce nel mio box. Mi parla. Sento che mi ama. E io amo lui.
Ci separano. Lui si toglie la tuta. Il casco. Mi guarda. Mi osserva. Sospira come se avesse vissuto un bellissimo incontro. Da lontano sento che sa quanto io voglia che lui si senta bene e al sicuro con me. Mi sento terribilmente stanca. È il momento che preferisco questo. Quando è tutto finito. Quando vengo valutata, pesata, controllata, quando mi vengono tolte le gomme, come togliere le scarpe per gli umani dopo un lungo viaggio. Uno degli uomini in tuta entra e mi osserva. Pulisce il volante e controlla la centralina. Rileva ogni piccolo difetto o problema del sistema in modo che tutti loro possano lavorarci questa settimana, prima che il mio Uomo torni ad occuparsi di me. Passerà del tempo. Ogni volta succede così. Lui arriverà e ricomincerà da capo il nostro corteggiamento. Osserverà ogni dettaglio. Mi annuserà. Mi toccherà. Sognerà nella sua mente i momenti che vivremo insieme. Lui ha scelto di amare me in questa vita. Lui è un Pilota. Ha scelto di vivere sé stesso anche attraverso me.

E come me tutti i motori creati dall’amore degli uomini. Come me tutto ciò che come mezzo conduce il loro desiderio e lo esprime. Che sia questo l’amore che sentono gli uomini e che li eleva.

So che non posso scegliere da chi essere amata e condotta, ma sono sicura che ogni volta è un connubio di sentimento. So che si sentono vivi grazie a me e io sono viva in funzione di questo.

Fino al prossimo incontro. D’amore.

Anno pubblicazione

2021

Pagine

260

Formato

14x20 cm

ISBN

978-88-6810-439-9

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