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Davide Bressanin

CRIMINI Bressanin Davide

CRIMINI
Prezzo del libro 15,00

Alfredo ‘Fred’ Sonetto ama l’estate con feroce determinazione. Ma non è facile continuare ad adorare spiaggia, sole e mare quando si è stati appena lasciati dalla fidanzata, quando tua figlia è a migliaia di chilometri di distanza con la tua ex e quando sei costretto a passare le vacanze con Guglielmo, il tuo capoufficio gay, titolare dell’agenzia investigativa Sabato e Jody il suo amante olandese. Per sconfiggere la malinconia, che avanza sempre più decisa verso il suo ombrellone non resta che farsi avanti con Sissi, la bella animatrice della spiaggia, che saputo del suo lavoro da investigatore privato propone una scommessa: se Fred troverà il legittimo proprietario di un borsello smarrito accetterà di prendere un aperitivo con lui.
Con la prospettiva di una serata bollente, in compagnia della bella animatrice, sarebbe stupido non accettare. E poi è solo un gioco estivo, per spezzare via la monotonia della vacanza. Cosa può succedere?
Sicuramente non ci saranno inseguimenti, risse, persone scomparse, bande criminali, ragazze aggredite, sadici assassini, mariti infedeli e violenti, mostri spietati, il Minotauro, negozianti di souvenir, disinibite turiste, receptionist vendicative, fotografie compromettenti, Cujo e il segugio di Mignanego. Quella di Fred sarà una tranquilla, banale, rilassante e indimenticabile vacanza al mare.

Primo capitolo

0.

 

Potete anche dimenticare il nome di Antonio Fila, non lo sentirete mai più nominare in nessuna delle prossime pagine.
Eppure, se non fosse stato per lui, probabilmente nessuna delle prossime pagine sarebbe mai esistita.
Credo che sia per quella storia della farfalla che sbatte le ali a New York e, nello stesso istante, a Pechino scoppia un uragano.
Non ci giurerei che le città siano New York e Pechino, però il senso è comunque quello, cioè che tutto si intreccia nello spazio e nel tempo e avvenimenti lontani hanno ripercussioni tra loro.
Va bene, spiegata così non si capisce un granché, lo ammetto, però il succo del discorso è che le nostre azioni hanno conseguenze che noi non riusciamo a immaginare.
Antonio quella sera aveva litigato pesantemente con la sua fidanzata.
Non era la prima volta, era già successo altre mille sere per i motivi più stupidi.
Poi lui tornava, lei lo accoglieva, facevano l’amore e tutto si sistemava.
Quella sera però era stato un po’ diverso.
Lei aveva urlato, con tutto l’odio che provava in quel momento, che poteva andare a quel paese e lui era uscito di casa per evitare di metterle le mani addosso.
Sapeva per certo che lui era il tipo d’uomo che avrebbe potuto farlo, ma non voleva assomigliare a suo padre, che quando lui era piccolo, praticamente ogni sabato sera dopo essersi ubriacato di vino scadente nella bettola sotto casa, riempiva di botte la moglie con un qualsiasi pretesto.
Spesso si svegliava ancora adesso, durante la notte, con in testa il rumore delle ossa di sua madre che si frantumavano al contatto con le nocche delle grandi mani di suo padre.
Però, è pur sempre vero che la violenza è come la lava di un vulcano, puoi reprimerla quanto vuoi, ma prima o poi il modo per eruttare fuori lo trova sempre.
Sapeva che tutta la violenza e la rabbia che si portava dentro da qualche parte doveva pur uscire e spesso lo faceva.
Per questo era uscito, per non far esplodere il vulcano dentro casa, addosso alla sua ragazza a cui comunque voleva bene.
Meglio litigare con uno sconosciuto.
Così, aveva indossato la maglietta gialla con lo scorpione disegnato sulle spalle ed era uscito, sbattendo la porta così forte che quasi si staccava dai cardini.
“È una bella sera d’estate”, si disse, “uno con cui fare a botte al CALIPSO lo trovo di sicuro.”
Se non avesse litigato con la sua fidanzata e non si fosse ubriacato nel disco pub sulla spiaggia di Rivabella, dando vita a una rissa furibonda, che coinvolse più di trenta persone, niente di tutto quello che leggerete nelle prossime pagine sarebbe mai accaduto.
Lui non poteva sapere che, mentre scoccava il primo pugno al ragazzo di Firenze che lo aveva urtato per sbaglio, sulla spiaggia, una ragazza stava cercando di sfuggire a tre uomini intenzionati a ucciderla.
I tre l’avrebbero sotterrata in un parcheggio dismesso, dopo aver ottenuto da lei quello che ingenuamente la ragazza aveva rubato loro.
I tre uomini l’avevano presa. Uno di loro, un uomo dalla pancia enorme e cieco da un occhio che la ragazza conosceva fin troppo bene e che odiava con un intensità dolorosa, la stava colpendo con sadico gusto sulla testa.
Tutto stava avvenendo nella spiaggia su cui si affacciava il CALIPSO.
Fu in quel momento che la rissa, come una marea, distrusse gli argini del locale per debordare in spiaggia.
Fu quell’onda anomala di insensata violenza generata da Antonio a salvare la ragazza. Lui non poteva certo saperlo e non l’avrebbe mai saputo, proprio come la farfalla e l’uragano di Pechino o New York.
La rissa piombò addosso a loro insieme alla polizia che era accorsa sul posto, avvertita dal titolare del locale.
La ragazza iniziò a correre disperatamente, mentre i suoi aguzzini venivano trascinati in una scazzottata senza scopo.
Lei barcollava incerta sulla sabbia, i colpi alla testa erano stati troppo violenti per non lasciare strascichi.
Gettò via, il più lontano possibile, quello che aveva rubato per continuare ancora un po’ a piedi.
Alla fine, dovette accasciarsi per terra. Era troppo stanca. Chiuse gli occhi e si addormentò.
Un sonno lungo, senza sogni e dolore.
Quella era la mia prima notte di vacanza a Rivabella e non conoscevo nessuna della persone coinvolte in questa storia.

Anno pubblicazione

2020

Pagine

340

Formato

14x20

ISBN

978-88-6810-432-0

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